ANGELO BARILE - "Aristocratica" - CASATI Arte Contemporanea
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ANGELO BARILE – “Aristocratica”

ANGELO BARILE – “Aristocratica”

dal 26 settembre al 25 ottobre 2019
CASATI Arte Contemporanea
TORINO | DOCKS DORA | Via Valprato, 68
Inaugurazione: 26 settembre, ore 18.30

 

Mostra a cura di Ivan Quaroni

 

 

La Galleria CASATI Arte Contemporanea è lieta di presentare Aristocratica, mostra personale dedicata all’artista piemontese Angelo Barile (Torino, 1960).

Aristocratica nasce dalla volontà di rivisitare in chiave ironica i ritratti nobiliari e sacri del post-rinascimento e dell’era barocca e rococò. 

Le opere – sedici olii su cartoncini e sei olii su tela – evidenziano perfettamente il linguaggio pop surrealista del maestro.

Scrive Ivan Quaroni, curatore della mostra:

“Barile ricorre a un’iconografia che non corrisponde ai dettami pop d’immediatezza e riconoscibilità, come ad esempio, nel caso di quegli artisti che usano supereroi, personaggi dei fumetti e delle favole o illustri protagonisti della cronaca odierna. Sceglie, anzi, di costruire la sua psicografia su fonti storiografiche e letterarie, spesso rimodulando i codici rappresentativi della tradizione rinascimentale e barocca.
La sua quadreria di ritratti comprende figure come Melissa, la ninfa che allevò il piccolo Zeus sul Monte Ida per sottrarlo alla furia fagocitatrice del padre Crono, o Ipazia di Alessandria d’Egitto, filosofa, matematica e astronoma greca, caduta per mano di una folla di cristiani in tumulto e perciò divenuta simbolo della libertà di pensiero.
Accanto ai personaggi dell’antichità, si stagliano i rappresentanti della nobiltà rinascimentale italiana, come le anodine figure dei De’ Roberti, duchi di Reggio Emilia, soppiantati da quelle, ben più potenti, degli Estensi (da Bianca a Ginevra d’Este, da Adalberto III a Carlo Filiberto II ed Ercole III). C’è, poi, la tragica immagine della zarina Anastasia Romanov, assassinata dai bolscevichi e ci sono quelle più ironiche di Vannozza Cattanei, madre di Lucrezia Borgia e di Emilia Mariani, prima suffragetta italiana. Si tratta di personaggi sconosciuti (o quasi) al grande pubblico, con le sole eccezioni (ma ne siamo poi così sicuri?) della pulzella d’Orleans Giovanna D’Arco, eroina nazionale francese, e di Dorian Gray, popolare figura di dandy creata dalla penna di Oscar Wilde, simbolo di raffinatezza e, insieme, di decadenza morale. Ogni dipinto, inquadrato in una cornice aurea e concepito come un ritratto commemorativo con l’epigrafe del nome e degli anni di nascita e morte, riepiloga i caratteri del personaggio con l’aggiunta di particolari apocrifi, che molto rivelano dell’immaginario pop di Barile.”