Adami Valerio - dipinti, quadri ed opere dell’artista presso la Galleria CASATI Arte Contemporanea
75
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-75,bridge-core-1.0.4,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-9.1.2,qode-theme-ver-18.2.1,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.3,vc_responsive

ADAMI Valerio

VALERIO ADAMI

(Bologna, 1935)

 

 

Valerio Adami, nato a Bologna nel 1935, vive tra Parigi e Meina, sul Lago Maggiore.

La sua famiglia si trasferì presto a Milano, dove il giovane Valerio frequentò il liceo e sviluppò i suoi interessi artistici. Ma fu a Venezia che la sua scelta di vita dedicata alla pittura divenne consapevole ed esplicita: cominciò a dipingere nello studio di Felice Carena, artista già affermato. Inoltre a Venezia conobbe il pittore e drammaturgo austriaco Oscar Kokoschka; incontro che segnò una svolta nella sua giovinezza. Nel 1951 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove seguì i corsi di Achille Funi, sotto la cui guida si svolse il suo vero apprendistato tecnico, soprattutto nell’arte del disegno: “disegnavamo otto ore al giorno, ci pensavamo ad Atene con Winkelmann, Mengs, David e Appiani”, scriverà più tardi.

Nel 1955, per la prima volta a Parigi, entra in contatto con i pittori Wifredo Lam e Roberto Sebastian Matta, con cui terrà sempre uno stretto rapporto di amicizia. Nel 1958 partecipa al Premio Marzotto, vincendolo ex aequo, e nel 1959 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria del Naviglio di Milano. 

Negli primi anni ’60 vive tra l’Italia, dove ha lo studio sul lago d’Orta, Parigi e Londra, ed è presente in varie rassegne internazionali: nel 1964 con una sala personale a Documenta 3 di Kassel, e, nel 1967 a New York realizza una serie di tele che esporrà l’anno successivo alla Biennale di Venezia. Dal 1969 tiene personali allo Studio Marconi di Milano. Nel 1985 il Centre Georges Pompidou di Parigi organizza una sua grande retrospettiva a cura di Alfred Pacquement e con testi critici di Dore Ashton, Jean-François Lyotard, Hubert Damisch. L’anno successivo la mostra sarà trasferita al Palazzo Reale di Milano. Nel 1991 è organizzata un’importante retrospettiva a Madrid e successivamente a Siena nel 1994, a Bochum nel 1997, e a Buenos Aires nel 1998. 

L’esposizione personale più recente, composta di opere appartenenti alla collezione dello stesso artista, è stata inaugurata alla sua presenza il 12 ottobre 2013 a Ravenna, presso il MAR – Museo d’Arte della città (12 ottobre – 8 dicembre 2013).

La sua pittura espressionista è influenzata dall’opera di Francis Bacon e dalla pittura astratta e gestuale, con il problema del recupero della figurazione risolta secondo i moduli della Pop Art americana e in particolare di Roy Lichtenstein. 

Le sue tele sono una sorta di racconto a fumetti fantastico e ironico dove in interni spersonalizzati si dispongono oggetti banali, assunti come simboli, anche sessuali, della modernità.

Lo stile si distingue nell’uso di una materia cromatica in stesure piatte, lisce e continue, dentro i netti contorni neri del disegno.