Baj Enrico - dipinti, quadri ed opere dell’artista presso la Galleria CASATI Arte Contemporanea
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BAJ Enrico

ENRICO BAJ

(Milano, 1924 – Vergiate, 2003)

 

 

Enrico Baj, fra i più importanti artisti italiani degli anni Cinquanta e Sessanta, è nato a Milano nel 1924. Dopo il diploma al Liceo Classico iniziò gli studi di Medicina presso l’Università degli Studi di Milano, per abbandonarli dopo la seconda guerra mondiale a favore della Facoltà di Giurisprudenza (che completò diventando avvocato) e dell’Accademia di Belle Arti di Brera, che frequentò parallelamente.

Nel 1951 tenne la prima mostra personale alla Galleria San Fedele di Milano dove espose opere informali. Nel 1952, insieme a Sergio Dangelo, firmò il manifesto della Pittura Nucleare e, nel 1954, insieme ad Asger Jorn, fondò il Mouvement international pour une Bauhaus imaginiste schierandosi contro l’eccessiva razionalizzazione e geometrizzazione dell’arte. Nel 1957 firmò il manifesto Contro lo stile che voleva affermare l’irripetibilità dell’opera d’arte. Per Enrico Baj furono anni di grande riflessione e scambio intellettuale grazie ai contatti con artisti internazionali come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Joe Colombo, Lucio Del Pezzo, Giò Pomodoro, Max Ernst, Marcel Duchamp, Yves Klein.

Nella sua ricerca artistica, che si esprime attraverso collage polimaterici e policromatici, si possono distinguere due tendenze: una più ludica e ironica, in cui prevale il piacere di fare pittura con ogni sorta di materiale, e una più sarcastica, contrassegnata da un forte impegno civile che si esprime nei Generali e nelle Parate militari degli anni Sessanta, e ancor più nelle opere degli anni Settanta, come I funerali dell’anarchico Pinelli (1972) e l’Apocalisse (1979). Da qui in avanti la sua critica alla contemporaneità si fa sempre più forte. Nella serie Metamorfosi e Metafore (1988) Baj sviluppa un immaginario dominato dal kitsch, unico stile che secondo l’artista riesce a rappresentare la cultura odierna. Degli anni Novanta sono i cicli delle Maschere tribali, dei Feltri e dei Totem che vogliono esprimere il primitivismo moderno riciclando gli oggetti di uso quotidiano.

Numerosi furono i rapporti dell’artista con poeti e letterati italiani e stranieri, che portarono a varie collaborazioni e alla realizzazione di diversi libri d’artista, corredati di stampe o multipli originali.

Baj morì a Vergiate (Varese) il 16 giugno 2003.