BURRI Alberto - CASATI Arte Contemporanea
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BURRI Alberto

ALBERTO BURRI

(Città di Castello, 1915 – Nizza, 1995)

 

 

Alberto Burri, esponente dell’arte informale italiana, è nato a Città di Castello, Perugia, nel 1915. Dopo essersi laureato in medicina nel 1940, Burri fu arruolato nell’esercito come ufficiale medico. Nel 1944, catturato in Nord-Africa, fu imprigionato ad Hereford, in Texas; qui incominciò a dipingere. Liberato nel 1946 si trasferì a Roma e si dedicò completamente alla sua arte.

Ciò che caratterizza l’opera di Burri è l’esplosione della materia. La sua opera si affida di volta in volta a materiali diversi la cui irruenza è sempre arginata dalla perfezione espressiva. Non a caso la caratteristica principale dei suoi quadri è la forma.

Nel 1949–50 Burri sperimentò materiali nuovi e poco ortodossi, dando vita a collage tattili fatti di sacchi, catrame, pietra pomice. A questo periodo risalgono le serie delle Muffe, piccole tele fatte di materiali tradizionali che vogliono suggerire la efflorescenza di una crescita batterica, e dei Gobbi, composizioni bidimensionali che vengono sorrette da un’armatura di legno e ferro sul retro del telaio, tanto da modificarne la superficie della tela. Risale al 1950 il primo Sacco; deposti quasi del tutto i pennelli, Burri costruisce la sua opera con un’altra materia, i sacchi usati e consunti.

L’interesse per l’ambiguità della superficie pittorica e per i materiali inconsueti portò Burri ad aderire insieme a Mario Ballocco, Giuseppe Capogrossi ed Ettore Colla alla fondazione del Gruppo Origine, che espose nel 1951 alla Galleria dell’Obelisco, Roma. 

Nel 1953 si fece notare negli Stati Uniti grazie alla collettiva organizzata dal Museo Solomon R. Guggenheim, New York, “Younger European Painters”. 

A metà decennio introdusse un nuovo elemento, il fuoco, come mostrano le Combustioni; esso è visto non come elemento distruttore, ma come capacità di trasformare la materia, forgiando realtà nuove e imprevedibili.

Nel 1960 la Biennale di Venezia gli dedica una sala che vince il Premio della critica. Del 1963 è la sua prima retrospettiva negli Stati Uniti, al Museum of Fine Arts di Houston. Nel 1965 gli viene assegnato il Gran premio della Biennale di San Paolo. Nel 1972 il Musée National d’Art Moderne di Parigi gli dedica una retrospettiva. 

Con gli anni settanta si dedica alla serie dei Cretti, superfici quadrate o rettangolari, spesse, di colore bianco o nero, su cui si dipana un fitto intreccio di crepe e screpolature. L’aspetto richiama quello dei terreni argillosi, crepati dopo lunghi periodi di siccità. Nel 1979 l’artista inizia a dedicarsi a un altro materiale industriale, il cellotex, che continuerà a impiegare negli anni ottanta e novanta. 

Burri morì a Nizza il 15 febbraio 1995.