GIANFRANCO ASVERI - "Qui non piove mai!" - CASATI Arte Contemporanea
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GIANFRANCO ASVERI – “Qui non piove mai!”

GIANFRANCO ASVERI – “Qui non piove mai!”

dall’11 ottobre all’8 novembre 2018
Mostra a cura di: Luca Manganiello e Stefania Fossati
Testo critico: Luciano Caprile

 

 

Giovedì 11 ottobre CASATI Arte Contemporanea inaugura la mostra “Qui non piove mai!” dedicata all’universo variopinto del Maestro Gianfranco Asveri (Fiorenzuola d’Arda, 1948). Le sessanta opere esposte pongono in evidenza la straordinaria creatività dell’artista piacentino che interpreta i miti e le favole della sua terra a cui è profondamente legato. Accompagna la mostra un catalogo realizzato da CASATI Arte Contemporanea e stampato a cura di Bandecchi & Vivaldi contenente il testo critico di Luciano Caprile, la riproduzione di tutte le opere esposte, una selezione di immagini di repertorio e gli apparati biografici.

La pittura di Asveri, istintiva e personale, densa di materia dalle tinte forti e contrastanti, scaturisce dall’interpretazione e dall’osservazione del mondo che si dipana dalle colline dei Gasperini dove egli vive in compagnia dei suoi cani. Nelle sue opere, che conservano la freschezza e la spontaneità dell’intuizione, la realtà si trasforma per ricomparire nella veste del disincanto e della favola riportandoci in quello straordinario mondo multicolore della prima infanzia.

Come scrive Luciano Caprile nel testo critico della mostra, «“Qui non piove mai”, grida al cielo con rinnovato entusiasmo Gianfranco Asveri dall’alto della sua collina ai Gasperini che domina la valle verso un flebile accenno di nebbia o verso un lontano paesaggio che può condurre a un’illusione di Piacenza. E tale convinzione vale per lui in qualunque stagione dell’anno e con qualunque tempo perché il suo studio è un’oasi felice dove si compiono ogni giorno miracoli d’arte che sigillano luoghi e tempi ben al di là di ogni possibile connotazione reale. Egli infatti s’immerge nella storia che racconta e che vive con lui e per lui come un continuo promemoria da consegnare a noi tutti per metterci nella condizione di sognare il suo sogno e di godere appieno del medesimo incanto. Le vicende minime, vissute e raccontate dalla sua terra, diventano nella spremitura dei tubetti di colore, nel marcato e ripetuto percorso delle dita o nel delicato transito della matita il nostalgico messaggio proveniente da un mondo lontano, assaporato e smarrito con l’infanzia di ciascuno. Le magie di una stagione di incorruttibili certezze si ripropongono ogni volta di fronte ai nostri occhi e ai nostri pensieri che riconquistano il piacere della sorpresa. Qui, in queste opere, non piove mai come non pioveva mai nel personale tempo ormai lontano intinto nella meraviglia.»