PAUL KOSTABI - "Un newyorker ai Docks" - CASATI Arte Contemporanea
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PAUL KOSTABI – “Un newyorker ai Docks”

PAUL KOSTABI – “Un newyorker ai Docks”

dal 14 dicembre 2019 al 9 gennaio 2020
CASATI Arte Contemporanea
TORINO | DOCKS DORA | Via Valprato, 68
Inaugurazione: 14 dicembre, ore 18.30

 

Mostra a cura di Alessandra Redaelli

 

 

La Galleria CASATI Arte Contemporanea è lieta di presentare Un newyorker ai Docks, mostra personale dedicata all’artista americano Paul Kostabi (Whittier, 1962).

Artista dal gesto pittorico istintivo e dalle cromie intense – oltre che musicista – l’americano Paul Kostabi ha scelto Casati Arte Contemporanea per il suo debutto italiano.

Nato in California ma di stanza a New York – e profondamente newyorkese per temperamento –Kostabi porta in mostra ai Docks di Torino una selezione di una trentina di dipinti nei quali la lezione della pittura americana più selvaggia (da Jean-Michel Basquiat a Julian Schnabel) si ripensa attraverso una rielaborazione – rigorosamente in salsa street – della grande storia dell’arte del Novecento. Suggestioni che partendo dalla scomposizione formale di Picasso attraversano la lezione cromatica dei Fauve, per poi incrociare l’espressionismo (soprattutto nella versione del gruppo CoBra) fino ad arrivare a rileggere Jean Dubuffet e più in generale l’art brut. Capelli lunghi, barba bionda, un cappello perennemente calato sugli occhi e il physique du role da rockstar, Kostabi è un uomo carismatico la cui pacatezza appare in stridente contrasto con la pittura fulminea e istintiva. Quando dipinge, infatti, diventa un altro. E’ l’urgenza del gesto lì a guidare la mano e a trasformare il colore in un inno ai ritmi frenetici della metropoli, uno scenario abitato da figure vibranti, precarie, scosse da una sorta di isterismo febbrile, con i contorni sempre sul punto di esplodere. Giganteschi occhi spalancati, bocche distese in rigidi sorrisi dentati, mani protese ad artigliare l’istante e gambe frementi come nell’incombenza della fuga danno vita a una galleria di ritratti che ci seducono e ci interrogano al tempo stesso. La città a volte appare nelle sue architetture incombenti, altre volte è solo suggerita da una sorta di vibrazione sottopelle. Mentre le scritte – nel più autentico stile della street art – completano un lavoro ricco, intenso, rutilante, che cattura l’occhio e sembra non volerlo più lasciare andare, ipnotizzato dalla proliferazione di dettagli, simboli e indizi.